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Parco Adda Sud, il ritorno degli aironi: + 5% in quattro anni

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Cresce la popolazione degli aironi nel Parco Adda Sud. Al quarto anno del censimento realizzato dalle Guardie ecologiche volontarie sulle comunità presenti nel territorio protetto fra Lodi e Cremona, il numero degli esemplari è aumentato di circa il 5% rispetto al 2013. Entro maggio dovrebbero venire al mondo circa duemila pulcini nei mille nidi monitorati per un popolazione totale di quasi cinquemila uccelli sui 27 mila ettari di Parco.
“Abbiamo visto un aumento consistente dell’airone guardabuoi e uno un po’ più contenuto di quello bianco, mentre sono stabili l’airone cinerino, quello rosso e la garzetta – spiega Riccardo Groppali, docente presso la facoltà di scienze naturali dell’Università di Pavia e coordinatore scientifico del Parco Adda Sud – Negli ultimi anni inoltre abbiamo notato un afflusso di aironi dalla provincia di Pavia che ipotizziamo sia dovuto a una minor disponibilità di acqua e quindi a un calo delle risaie sommerse, uno degli ambienti umidi preferiti da questi uccelli”.
All’interno del Parco Adda Sud, le “garzaie” monitorate per il censimento si trovano a Cavenago con i 600 nidi della Zerbaglia, a Zelo Buon Persico con i 300 nidi della Cascina del Pioppo e i 10 del Mortone e poi ci sono due comunità in provincia di Cremona a Crotta d’Adda (a Caselle e a Ca’ del Biss). I dati raccolti dalle Gev vengono poi inseriti nella banca dati nazionali che tiene sotto controllo 226 garzaie in particolare fra Lombardia, Piemonte e Veneto.
“Nelle aree che monitoriamo – spiega Antonio Marchitelli, una delle Gev che si occupa del censimento – esiste una buona disponibilità di acqua e di pesce e questo favorisce la crescita delle popolazioni che è indice di un ecosistema in salute che funziona”. Qualche problema lo creano invece i passaggi delle persone che soprattutto in estate esplorano il Parco e magari disturbano le comunità e i nidi e anche le battute dei cacciatori contro l’invasione delle nutrie.
“Il nostro Parco – conclude il Presidente Silverio Gori – si conferma uno degli habitat migliori della Lombardia sia dal punto di vista della fauna che della flora. Gli aironi sono fra gli uccelli più belli e rappresentativi dei nostri territori e credo che la cura che mettiamo nella conservazione delle lanche e delle zone umide sia una delle caratteristiche che favoriscono lo sviluppo della biodiversità oltre ad aumentare il grado di resilienza ambientale dei nostri territori”