Home Altri Fiumi Le “pietre della fame”, ciò che resta dei fiumi

Le “pietre della fame”, ciò che resta dei fiumi

2620
0
CONDIVIDI
pietre della fame fiume elba 1616

Non soltanto il Po. E’ gravemente in secca la generalità dei fiumi che scorrono nell’Europa centrale e meridionale. In Germania e nella Repubblica Ceca, dalle acque che si ritirano stanno emergendo decine di “pietre della fame”. E’ un’antica usanza di quei luoghi: scolpire sui massi visibili solo in caso di siccità estrema la data e spesso anche un messaggio di avviso destinato ai posteri.

Le scritte si riferiscono ai tempi grami e alla carestia collegata a piogge troppo scarse. Nella foto di copertina, una delle “pietre della fame” più famose. Si trova sul fiume Elba a Decin, nell’attuale Repubblica Ceca. Vi si legge in tedesco “Quando mi vedi, piangi” (Wenn du mich siehst, dann weine). Reca le date 1417, 1616, 1707, 1746, 1790, 1800, 1811, 1830, 1842, 1868, 1892, 1893, che sono state utilizzate in un saggio dedicato alla ricostruzione del clima nel passato.

Varie “pietre della fame” erano diventate visibili anche nel 2018. La siccità di quest’anno tuttavia è particolarmente grave perché non si tratta di un fatto regionale, ma continentale. E’ la peggiore siccità in Europa degli ultimi 500 anni: così la definisce uno studioso tedesco che ha pubblicato su Twitter una mappa con le anomalie nella portata dei maggiori fiumi europei aggiornata al 12 agosto. Blu, portata maggiore del solito; rosso, portata inferiore al solito. Più il rosso è scuro, più la portata è ridotta.

Il Po, in profondo rosso, è in affollata compagnia. In Italia non esiste la tradizione di incidere le “pietre della fame”, ma dalle acque in ritirata del Po già in primavera hanno cominciato ad emergere relitti della Seconda guerra mondiale, compresi un cingolato tedesco a Sermide (Mantova) e, poco lontano, un ponte di chiatte bombardato dagli americani nel 1944. Di recente anche un altro residuato bellico: una bomba inesplosa del peso di circa 450 chili che gli artificieri hanno poi fatto brillare.

La bomba del Po e le “pietre della fame” non sono gli unici reperti diventati visibili a causa dei fiumi europei in secca

Ad esempio, sono emersi in Galizia (Spagna) i resti dell’accampamento romano di Aquis Querquennis, noto anche come Aquae Querquennae, abitualmente coperti dal fiume Lima e dall’invaso di Concha.

In Francia la situazione non è meno grave. Non risultano oggetti notevoli o resti archeologici tornati alla luce, ma si può attraversare la Loira praticamente a piedi. Ciò che resta del grande fiume è anche sulla prima pagina di un giornale.

Se non piove, pioverà? Certo, prima o poi. Il problema però è quando finalmente cadranno precipitazioni tali da colmare il deficit idrico dell’Europa e, in particolare, del bacino del Po.

I più recenti aggiornamenti delle previsioni meteo stagionali provenienti dalle istituzioni scientifiche dell’Unione Europea non lasciano ben sperare. Dopo le piogge della settimana appena terminata, si conferma in sostanza per l’autunno e anche per l’inverno il panorama già evidenziato in luglio: temperature superiori alla media, precipitazioni inferiori alla media.