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Presentata a Milano Tuberfood, la fiera del tartufo del Po

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da sx Malavasi-Bruni-Papazzoni-Fava

 

da sx Malavasi-Bruni-Papazzoni-Fava

Il settore primario cerca nuove vie di sviluppo. Percorsi talvolta inesplorati, spesso non valorizzati, potenziali bacini di risorse da valorizzare o trasformare, partendo dalle piccole comunità locali, territori ricchi di storia e tante sorprese. Se n’è parlato ieri presso la Sala del Gonfalone della Regione Lombardia in via Filzi a Milano, nel corso della presentazione di Tuberfood-Sinergie dal Tartufo, programma d’azione entro il quale ruoterà la 19ª Fiera provinciale del Tartufo bianco di Borgofranco sul Po (4-5-6; 11-12-13; 18-19-20-21 ottobre 2013).

Momento di ritrovo per identificare il ruolo delle piccole comunità e della loro tradizione culturale, gastronomica ed economica soprattutto nell’ottica della produzione agricola e per analizzare il caso di Borgofranco sul Po. «Questa – ha illustrato Gianni Fava, assessore regionale all’agricoltura – è la grande Lombardia dell’agroalimentare, forte di 42 vini a denominazione d’origine, 26 prodotti Dop e Igp, 243 prodotti agroalimentari tradizionali. Il tartufo di Borgofranco sul Po e dei Comuni limitrofi consacra quella tradizione locale e quando parliamo di tartuficoltura facciamo riferimento ad una coltura estremamente versatile, che si adatta anche a quei terreni considerati poco produttivi per altre colture».

 La Fiera del Tartufo di Borgofranco sul Po può considerarsi un evento ormai radicato, in quell’area che rappresenta la punta avanzata della Lombardia, che si incunea fra Emilia-Romagna e Veneto. “Essa celebra un prodotto tipico della zona, estremamente pregiato e che nulla ha da invidiare ad altri funghi ipogei noti in tutti il mondo”, ha concluso l’assessore.

 La costituzione di un tessuto connettivo favorevole alla nascita e allo sviluppo di una filiera produttiva di una risorsa naturale come il tartufo è già operativa nell’area dell’Oltrepò Mantovano grazie ad un Consorzio di 23 comuni che condividono risorse e servizi  orientati alla promozione turistica, paesaggistica ed enogastronomica, e alla Regione Lombardia che ha attinto a fondi comunitari europei. Paolo Papazzoni, presidente dell’associazione mantovana cercatori di tartufi “Trifulin Mantuan” ha evidenziato il rapporto che deve esistere con  le istituzioni:  “Se non ci fossero i cercatori non ci sarebbe neppure tutto il contorno di fiere convegni, commercio”, ha spiegato Papazzoni ricordando che l’obiettivo è stato raggiunto circa la valorizzazione del territorio e l’implementazione delle produzioni spontanee di tartufo «perché Regione, Provincia, Consorzio dell’Oltrepò Mantovano e Associazione Strada del Tartufo Mantovano si sono allertate in tal senso».

Le funzione dell’ente locale, delineate da Lisetta Superbi, sindaco di Borgofranco sul Po. “Il mio compito è quello di incanalare le risorse umane e materiali verso progetti che veicolano storia ed identità ad un territorio. La fiera oggi è inserita in uno di questi anche per quanto svolto in passato da tante persone e per la rilevanza che ha il fattore umano e la relazione sociale nell’era della globalizzazione, dal 1999, Borgofranco sul Po rientra nell’associazione nazionale ‘Città del tartufo’. E’ un patrimonio che va condiviso e aperto oltre confine”.

 Massimo Malavasi, presidente della Pro Loco da un quadriennio, ha precisato quanto sia necessario promuovere le bellezze paesaggistiche dopo aver tracciato un breve quadro storico associativo: “Aggiungerei anche l’associazione Strada del Tartufo Mantovano specie per il ruolo rappresentativo svolto dalle Pro Loco, dai circoli ricreativi, dai consorzi e dalle associazioni di ricercatori di tartufo, oltre a quello della Provincia e dei Comuni mantovani accomunati dalla presenza del pregiato fungo attraverso feste e appuntamenti tematici da settembre a dicembre. Come Pro Loco l’obiettivo sarà quello di crescere ecco perché abbiamo sposato il programma Tuberfood-Sinergie dal Tartufo”.

 Adriano Facchini, esperto di marketing territoriale, ha spiegato che le fiere e le sagre rappresentano una ricchezza in fatto di capitale sociale veicolando valori, quali sono quelli presenti nelle piccole comunità. «E’ straordinario – ha detto configurando il significato di localismo – pensare che un comune di circa 800 abitanti si sia portato appresso una presenza dieci volte superiore nel corso della fiera: tutto ciò che è il ricavato viene infatti riversato sul territorio in cui il Po, con il suo ambiente naturale e con il tartufo, ne rappresenta una perla. Sono queste le forme di localismo da incentivare. Le sinergie tra enti locali, istituzioni, organizzazioni imprenditoriali e volontariato organizzato sono la base per intraprendere anche all’interno del ‘piccolo’, vedi le fiere e le sagre, la collaborazione con la ‘grande’ industria quale terreno di sperimentazione per nuovi prodotti, processi e modelli». La reciproca conoscenza, recente, tra la Pro Loco di Borgofranco sul Po e quella di Pieve Tesino, la prima nata in Italia nel 1881, hanno di fatto ipotizzato un ponte tra la comunità Valsugana-Tesino, in Trentino e l’Oltrepò Mantovano per reciproci scambi e rapporti di collaborazione.

 Nuovi percorsi di sviluppo nel settore ortofrutticolo, pur sempre associati alle fiere li ha tratteggiati infine anche il cavalier Paolo Bruni, esperto del settore e Presidente di CSO – Centro Servizi Ortofrutticoli presentando “Sfrutta la Sagra” un caso sperimentale di campagna di sensibilizzazione verso il  consumo di frutta tra le famiglie presentato di recente in Emilia Romagna ma oggi in anteprima anche in Lombardia. « Il fenomeno delle Sagre  – ha dichiarato Bruni – accoglie nella sua varietà di proposte, l’esigenza dei consumatori di muoversi, incontrare, assaggiare, toccare con mano le specialità agroalimentari del Made in Italy e la frutta non può che essere protagonista di un fenomeno che lega strettamente al territorio e alla sua storia. Con il logo ‘Sfrutta la Sagra’ avremo la possibilità di valorizzare la frutta di qualità proposta nelle diverse Sagre d’Elite come è il caso del Tartufo di Borgofranco, un’eccellenza tutta nazionale a cui si affiancherà anche la frutta che è protagonista di numerosi progetti anche europei tra cui ‘Frutta nelle Scuole’ indirizzata ai bambini».

Alberto Lazzarini, animatore dell’incontro e presidente della commissione cultura all’interno del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, ha dato senso al dibattito che ne è scaturito specificando che «l’etica e la solidarietà, sono valori più accessibili in seno alle comunità locali, laddove tradizioni, consuetudini e stili di vita rappresentano ciò di cui ha bisogno oggi l’innovazione quando pratica la sostenibilità in vari settori». Il volontariato, tipica espressione del mondo che ruota attorno alla Fiera del Tartufo, è uno dei momenti catalizzatori di quanto detto perché propaga valori e tradizioni.

Fonte ARGA Emilia Romagna