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Primo step dello scalo a terra delle merci a Porto Levante

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Nuovo spazio alle navi in manovra alla bocca del Po di Levante, a Ca’ Cappello di Porto Viro. Mercoledì 19 giugno, il Tavolo provinciale per lo sviluppo e l’economia (nella composizione stabilita dal Patto Territoriale Progetto Impresa Rovigo – Europa della quale il Consorzio per lo sviluppo del Polesine è il soggetto responsabile) ha espresso il proprio parere sul primo stralcio del progetto per il nuovo insediamento portuale lungo il Po di Levante in località Cà Cappello a Porto Viro ed alla messa in sicurezza dell’asta navigabile fino all’abitato di Porto Levante.

Il progetto in questione era stato annunciato nei giorni scorsi da Gian Michele Gambato, presidente di Unindustria Rovigo e ad di Sistemi territoriali, interpellato sulla piattaforma merci off shore di Venezia che sarà collegata ad uno scalo a terra a Chioggia e ad uno a Porto Viro.
Ed è proprio Sistemi territoriali ad aver elaborato il primo stralcio del progetto per la piattaforma a terra polesana. Progetto che riguarda la realizzazione del bacino di evoluzione per assicurare l’accesso e la manovra di navi di lunghezza fino a metri 180 circa.
“L’opera – afferma Angelo Zanellato, presidente di Consvipo – avrà impatto positivo immediato sulla potenzialità produttiva del cantiere navale Visentini e della Compagnia italiana sali con ricadute socio economiche importanti. Inoltre, la struttura completerà il progetto dell’asta fluviale Fissero Tartaro Canalbianco”.

Per favorire la manovra evolutiva di tutte le navi, in sicurezza, ed assicurare il varo delle nuove navi dal cantiere, è stato presentato il progetto per un allargamento della sezione del canale con formazione, appunto, di un’area per le evoluzioni delle navi.
La proposta consiste nel modificare l’attuale configurazione dell’argine in sinistra per un tratto di circa 750 metri dallo scarico in Po dell’idrovora Rosolina.
Il primo tratto, rettilineo per almeno 200 metri, verrà realizzato ruotato di alcuni gradi verso nord in modo tale che la larghezza del fiume, all’apice dell’ansa, aumenti di circa 50 metri.
Questa soluzione costituirà un’area di evoluzione adatta a tutte le navi e, contemporaneamente, permetterà ai cantieri Visentini di varare navi più lunghe di quelle odierne potendo così accettare gli ordini che fino ad oggi hanno dovuto rifiutare per mancanza di spazio per il varo.

Dal punto di vista della costruzione la soluzione proposta prevede la costruzione di nuovi argini e la demolizione degli attuali e un rilevante intervento di scavo e dragaggio per la realizzazione di fondali adeguati alla navigazione.
L’opera prevede un costo complessivo di 3 milioni 165mila euro, che, grazie ad un accordo che si sta perfezionando fra la Regione Veneto, il Consvipo e Sistemi Territoriali, sarà finanziato con la rimodulazione delle risorse per il Patto territoriale di Rovigo per l’importo di 1 milione 700mila euro e con 1 milione 466mila dalla Regione.
Per usufruire delle risorse del Patto territoriale, il Consvipo dovrà presentare il progetto definitivo alla divisione della direzione generale del ministero dello Sviluppo economico entro e non oltre il prossimo 26 giugno.