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Raccolta di firme per adeguamento dell’argine a Travacò

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C’è un reale rischio di alluvione per Travacò Siccomario e allora si è arrivati alla raccolta delle firme . Nel corso delle piene del Po del 1994 e del 2000 l’acqua aveva lambito la sommità dell’argine maestro in più punti, tanto è vero che anche l’Aipo reputò indispensabile rimodellare il profilo dell’argine stesso con un sensibile innalzamento dell’altezza complessiva nel rispetto del regolamento che prevede un franco arginale di un metro rispetto alla massima piena registrata.  Ma sono più di dieci anni che il lavoro per adeguare l’argine è interrotto al confine tra Cava Manara e Travacò, esponendo il territorio ad un rischio grave e anche più che potenziale.
Davino Gelosa, vice sindaco del piccolo centro pavese e membro della locale Protezione Civile, sottolinea come “Più volte la nostra amministrazione comunale ha sollecitato l’Aipo e la Prefettura di Pavia avendo spesso avuto assicurazione che lo stanziamento di fondi per questi lavori risultava prioritaria nei programmi della stessa Aipo” ma pare che a tutt’oggi i lavori di adeguamento non siano mai stati realizzati. Il mancato adeguamento dell’argine rappresenta un pericolo reale, oltre che per Travacò, anche per San Martino, il Borgo di Pavia e parte di Cava Manara; tutti territori che hanno già conosciuto in anni lontani grandi devastazioni e addirittura la scomparsa di interi piccoli borghi.
“Se dovessero ripetersi oggi eventi di quel tipo – insiste Gelosa – la responsabilità ricadrebbe sugli enti deputati alla manutenzione delle opere di difesa delle sponde e degli argini e che da tanti anni non hanno saputo completare un’opera di difesa già in grande parte realizzata”.