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“Segni di Luce” nel Granaio della CasadiRo

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di Silvia Casotti

 

C’è uno spazio particolare a Ro Ferrarese, organizzato e curato da un personaggio altrettanto particolare: si tratta del “Granaio” della CasadiRo, un luogo dove Giovanni Dalle Molle – dottore in agraria, contadi-no per scelta, amante dell’arte per passione – a volte si ritira a meditare, a volte organizza cene conviviali, altre ancora ne fa un luogo espositivo o di dibattito culturale, senza fronzoli e senza schemi preconcetti, ma sempre all’insegna della condivisione e della solidarietà.
Per questo difficilmente vi troveremo personaggi famosi, o che hanno come obiettivo principale quello di diventarlo, ma piuttosto qualche artista ancora sconosciuto, che ha voglia di mettersi in gioco magari per la prima volta, o qualche personaggio schivo, fautore del più puro “vivi nascosto” epicureo, ovvero del condurre una vita serena e ritirata, paga in se stessa, che Giovanni turba per un attimo, forzando la mano affinché si butti nella mischia.
In quest’ottica nasce la mostra intitolata “Segni di Luce. Opere grafiche di Elisabetta Bevilacqua”, che sarà inaugurata alle ore 17 di Sabato 29 Settembre, e rimarrà in parete fino a Domenica 4 Novembre.
Organizzata dall’Associazione culturale “il Cantiere delle Idee chiare e sfuse”, in collaborazione con l’Azienda Agricola Bio Pastoreria, il Centro Studi Territorio Ambiente “R. Bacchelli” ed il Comune di Ro Ferrarese, presenta una serie di grafiche, fra le quali molte suggerite alla sensibilità dell’artista, di origini milanesi, dal paesaggio fluviale e in genere dal territorio che oggi le ospita.
Una scelta non consueta quella di valorizzare una forma d’arte da sempre considerata di secondo piano, ma che trova, già nei primi decenni del Novecento, nuove capacità espressive e nuove prospettive di valu-tazione, emancipando il valore dell’opera d’arte dal concetto di unicità. Era il 1935 quando Walter Ben-jamin rifletteva sul maggior valore attribuito generalmente ad altre tecniche espressive (come ad esempio la fotografia, ma oggi la computer grafica, le tecniche laser, la videoarte, ecc.) che si caratterizzano in quanto riproducibili, sottolineando tuttavia come l’incisione ne avesse precorso i tempi, segnando il “le-game tra arte tradizionale (che porta con sé la memoria) e tecnologia moderna (che si traduce in archivio di memoria con i nuovi mezzi), rendendo possibile il passaggio indolore dall’alchimia dei metalli, all’utilizzo dei nuovi materiali, quindi anche all’applicazione di una nuova concettualità.” (cfr. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica).
Sarà dunque l’occasione, anche in un piccolo centro come Ro Ferrarese, per riflettere su questi temi, e speciale sarà l’incontro con Bevilacqua, che dialogherà col pubblico presente, raccontando il proprio lavo-ro sia dal punto di vista poetico, sia da quello più pratico, con un’illustrazione dei passaggi necessari alla realizzazione dell’incisione e della stampa, in particolare con la tecnica dell’acquaforte.
Abbiamo chiesto all’Artista di anticipare in poche frasi la poetica del proprio lavoro: “Si snoda su due bi-nari,” risponde; “nel primo la vera protagonista è la ‘luce’ intesa non in senso accademico e formale, bensì luce che acquista una propria espressività, creando un’atmosfera di proustiana memoria, peculiare di un attimo e di un luogo nei quali ho vissuto un’emozione intensa e fuggente; il secondo binario consiste nell’elaborazione, in chiave surreale, di immagini che scaturiscono dall’inconscio, sulla spinta emotiva di temi universali”.
Il Granaio della CasadiRo è un luogo dell’arte, per l’arte, scrive Dalle Molle a presentazione della mostra, “onesto e autentico, dove incontrare senza mediazioni le opere e lasciarsi da esse sollecitare. Un’opportunità, uno spazio discreto in cui a parlare è davvero solo il linguaggio delle forme e dei colori, dei materiali e dei temi, e quella alchimia imprevedibile che in certi momenti felici lega artefice, opera e spettatore. Un palcoscenico su cui figure come quella di Elisabetta Bevilacqua, pudica e quasi nascosta sotto una perfezione formale estrema e una perizia tecnica indiscutibile, trovano un proprio sobrio prota-gonismo senza sovrastrutture, oltre che un’occasione di dialogare realmente con un territorio e con la sua gente”.

SEGNI DI LUCE
Opere grafiche di Elisabetta Bevilacqua

29 Settembre – 4 novembre 2012
“Il Granaio” della CasadiRo (Via Provinciale 18, Ro Ferrarese)
Inaugurazione e incontro con l’Artista Sabato 29 Settembre – ore 17

Orari e informazioni
Sabato e Domenica dalle ore 10 alle 20.
È sempre possibile visitare la mostra su appuntamento telefonando a Giovanni Dalle Molle, 0532.869007 e 348.2290769, o scrivendo una mail a biopastoreria@gmail.com.