Home Acqua e Territorio Siamo a secco! Senza pioggia non partono le semine

Siamo a secco! Senza pioggia non partono le semine

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I terreni sono pronti, temperature ottimali ma manca l’acqua, non piove da mesi e questo incubo non dà tregua. A farne le spese sono i coltivatori agricoli. La pianura padana mantovana è alla frutta ed il rischio semine si fa sempre più concreto. Si spera nella settimana di Pasqua con piogge come di consueto ogni anno.

Stiamo parlando di un settore particolare, il primario, l’unico settore ad avere variabili non completamente controllate dall’uomo, costantemente tenuto in scacco dal clima che regola e ne decide le sorti.

La campagna 2022 sembra iniziare male, infatti non piove e la terra non è nelle condizioni di essere seminata per la mancanza di umidità, questo vuol dire incapacità di far germinare i semi. Terreno con oltre sei centimetri di profondità secchi, previsioni che non cambiano. La semina di barbabietole e mais potrebbe slittare di settimane, alcuni agricoltori preferiscono aspettare le piogge piuttosto di rischiare e compromettere parte del raccolto o peggio la risemina. Infatti, sanno molto bene del rischio che correrebbero a seminare in situazioni così estreme, la germinabilità calerebbe di molto ed i pochi cotili germinati crescerebbero in modo irregolare arrivando verso la superficie senza emergere, scontrandosi con le piccole zolle di terreno secche e prive di umidità precedentemente create in fase di zappatura, determinerebbero l’effetto ad uncino, farebbero da barriera e le giovani plantule scontrandosi si spezzerebbero.

Servono almeno sette, dieci giorni post semina per far nascere le colture, senza pioggia il pericolo di insuccesso è altissimo, in più si avrebbero coltivazioni con crescita scalare e maturazione in diversi tempi, sarebbe un danno oltre che produttivo anche di tipo qualitativo. Affinché possa avvenire una regolare e perfetta germinazione, occorre l’acqua, che, al momento non è presente in tutti i canali, soltanto certe zone vantano di questa fortuna. L’acqua non arriva nemmeno dal cielo, come abitualmente in questo periodo scendeva. Il clima sta cambiando rapidamente, ogni anno piove sempre meno e l’agricoltura è costretta a adattarsi a questi fenomeni sempre più repentini.

Il rischio che la situazione possa continuare è sempre più concreto, questo comporta ad una revisione della tabella di marcia, con ritardi delle semine e variazione dei cicli colturali optando per varietà più precoci, dove possibile, le irrigazioni di soccorso, che tecnicamente sono pratiche di irrigazione estrema, un po’ come se ci giocassimo il jolly come ultima carta, questo ancor più sconcertante se lo sfoderiamo ad inizio gioco. Siamo nelle mani del Signore dice un anziano della pianura mantovana scrutando il calendario attentamente facendo riferimento alla settimana di Pasqua.