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Siccità e caldo. WWF Italia: ognuno faccia la propria parte per affrontare il problema

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Di Enrico Ottolini,  Delegato Emilia-Romagna WWF Italia

Come preannunciato dai climatologi il riscaldamento globale fa sentire i suoi effetti anche in Emilia-Romagna. Non si tratta di un’emergenza temporanea, ma di una situazione che è destinata a diventare la normalità nei prossimi decenni. L’atlante climatico dell’Emilia-Romagna, pubblicato dal Servizio Idro-Meteo-Clima di ARPAER, evidenzia negli ultimi 25 anni incrementi di temperatura superiori a 1 grado, con un prolungamento dei periodi siccitosi nelle stagione estiva.

E in questi due mesi di emergenza idrica è emerso che, pur sapendolo, non ci stiamo preparando in modo adeguato al futuro di caldo e siccità. Le nostre città sono sempre più esposte alla formazione di isole di calore ed il ricorso all’aria condizionata non si arresta, aggravando il riscaldamento delle aree urbane e causando un’ulteriore produzione di anidride carbonica. I nostri sistemi di utilizzo dell’acqua sono ancora carenti dal punto di vista del risparmio, dello stoccaggio e del recupero delle acque. Per garantire l’approvvigionamento idrico al settore agricolo, la Regione ha addirittura concesso di prelevare più acqua rispetto alla quantità minima che dovrebbe garantire la vita nei corsi d’acqua (deflusso minimo vitale): si è quindi sacrificato un bene collettivo con quello che comporta in termini di perdita di biodiversità, qualità delle acque, metabolizzazione degli inquinanti, resilienza degli ecosistemi, per un comparto economico che comunque dovrà necessariamente adattarsi in futuro, dal momento che la risorsa recuperata con la deroga al DMV, pur essendo vitale per l’ambiente, è esigua per l’agricoltura.

Insomma, la risposta all’emergenza è stata data con misure non risolutive, che in alcuni casi addirittura aggravano la condizione di insostenibilità ambientale in cui ci troviamo. Ancora peggio sarebbe la creazione di grandi invasi, che modificherebbero ulteriormente il ciclo dell’acqua e il suo rapporto con il territorio. Eppure alcune buone pratiche sono state sperimentate con successo nel territorio regionale da vari anni. Pensiamo ad esempio ai piccoli bacini creati dagli agricoltori, per avere acqua senza intaccare il flusso idrico del corsi d’acqua nel periodo estivo, al riutilizzo dell’acqua proveniente dai depuratori, alla creazione di vasche e cisterne per lo stoccaggio dell’acqua piovana, alla realizzazione di parcheggi drenanti, alla restituzione ai fumi dello spazio necessario per alimentare gli acquiferi. E’ necessario che questo tipo di interventi non resti marginale, ma diventi la regola, come d’altra parte stabilisce la stessa pianificazione regionale.

Il riscaldamento globale è nei fatti. Il WWF ribadisce la necessità di prendere rapidamente le decisioni necessarie ad una riduzione dei gas serra e nel contempo chiede di affrontare i problemi di adattamento guardando al futuro e al necessario riequilibrio nell’uso delle risorse e del territorio, evitando apparenti scorciatoie che porterebbero poco lontano. Il futuro è nei prossimi anni, ma anche nei prossimi mesi, quando ci dovremo occupare dei danni dovuti a precipitazioni troppo intense. Per affrontare in modo coerente i problemi di oggi e quelli di domani il WWF propone di:

 

  • restituire al territorio la capacità di trattenere acqua e restituirla con lentezza nei periodi di siccità: aumentare le aree impermeabili, decementificare i canali, dare più spazio ai fiumi, utilizzare parte della rete di scolo per il mantenimento di una quantità minima di acqua nei periodi invernali;
  • promuovere forme di agricoltura in equilibrio con le risorse idriche: canoni adeguati per i prelievi, colture meno idroesigenti, tecniche di irrigazione adeguate, creazione di piccoli bacini, mantenimento di zone umide;
  • avviare investimenti per la rigenerazione della risorsa idrica (forestazione, riqualificazione fluviale, ecc.) sostenuti da tariffe idriche adeguate, a livello domestico, industriale ed agricolo;
  • avviare una riqualificazione delle aree urbane che le renda più resilienti alla siccità e all’aumento dei picchi di calore: aumento delle superfici alberate, creazione di pavimentazioni drenanti, creazione di vasche di accumulo, migliore coibentazione ed ombreggiamento per ridurre l’utilizzo dei condizionatori;
  • adottare un comportamento più rispettoso e più razionale nell’utilizzo dell’acqua: sempre più preziosa e sempre più minacciata.

 

Il WWF si rivolge alla Regione, ai Comuni, agli agricoltori, ai consorzi di Bonifica ed ai cittadini, affinché ciascuno faccia la propria parte per affrontare il problema della siccità nella comprensione dei sistemi naturali da cui dipendiamo.