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Siccità senza fine

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E’ il caso di cominciare a pensarci: esiste la possibilità che la siccità prosegua per mesi, e già ora il Po è ridotto a meno di uno straccio. Indicano infatti ulteriore siccità le previsioni a lungo termine (da agosto a gennaio) elaborate dalle istituzioni scientifiche dell’Unione Europea. Proprio l’Unione Europea nel marzo scorso ha lanciato l’inascoltato allarme sulla siccità destinata ad aggravarsi: e ci ha azzeccato in pieno.

Dunque è lecito temere che non si risolva tanto presto la situazione attuale. Nel bacino del Po ora ha sete perfino la polvere. Addirittura, viali e giardini pubblici di Torino sono tappezzati da foglie secche. Non è autunno: cadono a causa del caldo e della mancanza d’acqua. Una situazione inaudita e surreale.

Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti da Autorità di Bacino  e da ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni), la portata del Po a Pontelagoscuro è di soli 114 metri cubi di acqua al secondo: il record negativo precedente per luglio era di 237 metri cubi.

Ora nel tratto terminale del Po scorre la stessa quantità d’acqua presente in un suo affluente, la Dora Baltea, che attraversa la Valle d’Aosta e che è alimentata dalla rapida fusione di quel che resta dei ghiacciai alpini. Però ben poca acqua della Dora arriva in Po: le portate degli affluenti in condizioni relativamente buone, come anche Ticino ed Adda, sono “per la maggior parte deviate per finalità irrigue”, come dice l’Autorità di Bacino.

Visto che in Po c’è così poca acqua, nel delta il cuneo salino risale per intero i rami del Po di Tolle, Maistra e Gnocca. E’ inoltre arrivato a 35-39 chilometri sul Po di Goro e di Pila.

E il futuro? Se non piove, almeno pioverà? Oltre alle previsioni stagionali UE, prova a rispondere “Drought in Europe July 2022” (per leggerlo è necessario fare il download), una panoramica sulla siccità del Centro Comune di Ricerca dell’Unione Europea.

Oltre a dar conto della situazione attuale – la siccità si estende su gran parte dell’Europa, e non solo sull’Italia settentrionale – lo studio contiene la previsione delle precipitazioni di agosto e settembre. Nel bacino del Po, le cose sarebbero destinate ad andare male o malissimo.

La cartina con le precipitazioni attese è qui sotto. Rosso, arancio e giallo corrispondono alla siccità, da fuori dal comune a moderata. Il violetto segnala piogge superiori alla media.

Analoghi segnali relativi al bacino del Po vengono da un altro servizio scientifico dell’Unione Europea, il sistema EFFIS. E’ votato alla prevenzione degli incendi boschivi, e dunque tiene d’occhio le previsioni a lungo termine per le precipitazioni. EFFIS pubblica quelle mensili fino a gennaio compreso: ecco agosto, settembre e ottobre. Neanche i mesi seguenti promettono bene, con l’unica eccezione di novembre.

Nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro e non ce l’hanno nemmeno i servizi scientifici dell’Unione Europea. E’ già tanto se i meteorologi riescono a indicare con precisione il tempo che farà fra cinque giorni: figuriamoci fra due o tre mesi. Le previsioni stagionali, per quanto sempre più raffinate, hanno ampi margini di incertezza. Possono evidenziare, questo sì, una linea di tendenza.

E se questa tendenza davvero si manifestasse, sarebbe veramente preoccupante: l’attuale deficit idrico è così grave che per colmarlo ci vorrebbero diversi mesi di precipitazioni superiori alla media. Lo scenario esattamente opposto di quello che si profila.

E’ il momento in cui i contadini stanno pianificando le semine future. Ancora mais, riso, foraggi? Ancora colture che hanno molto bisogno di acqua e di irrigazioni? Se davvero la siccità proseguirà, le portate del Po e degli affluenti saranno di nuovo “per la maggior parte deviate per finalità irrigue”: cosa che quest’anno non è stata sufficiente per salvare i raccolti. Senza contare che l’acqua serve anche agli ecosistemi e ai pesci, mentre il Po è più magro di un chiodo.

Foto in copertina di Francesco Nigro