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Sul bordo dell’alluvione per il concorso del Turtèl Sguasaròt a Sermide

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Argine sinistro del Reno a Traghetto ieri pomeriggio - Foto di Francesco Nigro

 

Argine sinistro del Reno a Traghetto ieri pomeriggio - Foto di Francesco Nigro

di Andrea Dal Cero

E’ la terza volta che mi siedo in giuria al concorso del Turtèl Sguasaròt, un particolare tortello dolce dalla storia che si perde nei fasti dei Gonzaga, per cui Felonica, Sermide, Carbonara di Po, Borgofranco sul Po e Magnacavallo (cittadine della Destra Po mantovana) si contendono il titolo della migliore realizzazione.

L’amico Maurizio Santini, gastronomo della Confraternita del Turtèl Sguasaròt di Sermide, ha preso l’abitudine di coinvolgermi per questa occasione e io sto cominciando decisamente a prenderci gusto, a conoscere la gente del posto e soprattutto a riconoscere le sfumature di questo piatto.

Per la cronaca del concorso consiglio di leggere: Claudina Orsatti vince il sesto Concorso dal Turtèl Sguasaròt  

Ma è del viaggio di andata e ritorno che voglio raccontare.

Ha piovuto tutta notte, ma la mattinata di domenica a Bologna è asciutta. Partiamo, Manuela e io, verso le due di pomeriggio e appena fuori città ricomincia a piovere. Prendiamo la statale 64 per Ferrara e a Malalbergo giriamo a sinistra per Galliera. A Poggio Renatico il Reno prende tutta la golena, Manuela è impressionata e anch’io non lo avevo mai visto così alto. La pioggia continua fino a Bondeno dove ci troviamo sul Cavo Napoleonico pieno come non mai e poi, tra la nebbia, passiamo il Panaro che scorre molto veloce e alto rispetto ai suoi argini.

Arriviamo a Sermide e saliamo sull’argine del Po perchè il convegno sui prodotti tipici locali e la finale del concorso del Tortello Diguazzante sono alla vecchia teleferica, oggi un moderno Centro di Educazione Ambientale. Sotto di noi il fiume scorre rapido, appena visibile nella nebbia, largo come il ponte che ci divide da Castelmassa..

Per la cena ci trasferiamo alla Nautica, a poche centinaia di metri da lì, ma molto più in basso rispetto al livello del fiume.

La passerella per l’attracco è talmente alta rispetto al suo solito che si protende diritta e parallela al piano di calpestio. Mentre mangiamo i tortelli qualcuno alza il volume della televisione perchè arrivano le prime immagini dell’alluvione che sta colpendo il territorio appena qualche decina di chilometri da noi. Difficile commentare quello che vediamo.

Salutiamo la compagnia verso le dieci e mezzo di sera. La scaletta dell’attracco ormai va in salita e il Po arriva alla stanga del piano di alaggio.

Decidiamo di puntare decisamente su Ferrara tenendoci alla larga dalla strada più corta per casa nostra. Ripassiamo sul Reno prima di Malalbergo. Non lo vediamo ma lo sentiamo bene!

A mezzanotte siamo a casa, davanti al computer per sapere cosa sta succedendo nel Modenese. Una notte difficile per gli amici della Bassa.