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Tarantasio, il drago padano, entra fra i 100 mostri più famosi del mondo

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tarantasio drago padano nell'atlante dei mostri

Uno dei 100 mostri più famosi del mondo: nientemeno! Ha conquistato fama internazionale Tarantasio, il drago padano. Un tempo, narrano le leggende, il drago Tarantasio infestava il Gerundo, il grande lago scomparso che si estendeva dal Bergamasco fino a Cremona e al Po. Ora, non pago di avere una sorella quasi gemella sulle rive del Rodano, il Tarantasio è entrato in “Monsters” (“Mostri”, appunto), un libro in inglese dedicato alle creature più originali e più terrificanti del folklore mondiale. Gli autori sono Sarah Banville e Quinton Winter, ai quali si devono, rispettivamente, testo e immagini; il sottotitolo recita “100 weird creatures from around the world” (“100 bizzarre creature di tutto il mondo”). L’editore è Hachette.

Rivolto ai bambini dai 9 anni in su, “Monsters” dedica a ciascun mostro una pagina di testo accompagnata da un’illustrazione. I giorni di Halloween ben si addicono a questo libro, che comprende raccapriccianti esseri leggendari di solidissima fama e altri noti principalmente a livello locale. Fra i primi ci sono il mostro di Loch Ness, la strega Baba Yaga delle fiabe russe, il Minotauro della mitologia greca e il Bigfoot che rappresenta l’equivalente nordamericano dello yeti. E poi i mostri che non tutti conoscono. Il Yara Ma Yha Who peloso e rossiccio: una sorta di vampiro degli aborigeni australiani. Batibat, il demone vendicativo delle Filippine. Herensuge, il malvagio serpente spagnolo dalle sette teste…

E il Tarantasio, appunto. Ecco, attraverso Google Books, la pagina di “Monsters” che gli è dedicata; a seguire, una traduzione riassuntiva. In base alle regole di Google Books, la pagina può essere visualizzata sullo stesso dispositivo solo un paio di volte. Successivamente compare un messaggio di errore.

C’era una volta un grande lago di colore verde malato, dice “Monsters”, dal quale si levavano vapori putridi. Il lago Gerundo copriva la terra sulla quale ora sorgono le città di Milano, Bergamo, Lodi e Cremona. Era un lago vulcanico (si potrebbe obiettare agli autori che si trattava in realtà di una palude poi bonificata dai monaci Benedettini, ma in materia di mostri leggendari non bisogna andare così per il sottile) e si trovava al di sopra di uno dei più grandi giacimenti di gas dell’Italia. Ribollente e solforosa, l’acqua era assolutamente inospitale per gli esseri viventi ma adattissima alle creature mitologiche.

Nelle profondità fangose del lago si aggirava un drago dal corpo di serpente che causava malattie e che aveva un grande appetito, dice “Monsters”. Durante il XII e XIII secolo, attaccava e uccideva la gente. Il gigantesco drago si chiamava Tarantasio e la sua fama è perpetuata da sculture, stemmi e perfino dall’emblema di una squadra di calcio. Questi ultimi riferimenti – ma “Monsters” non lo specifica – riguardano il portale del Duomo di Milano, lo stemma dei Visconti e il biscione visconteo che costituisce un simbolo dell’Inter.

“Monsters” prosegue spiegando che non si sa chi ha ucciso il drago: se Visconti, Federico Barbarossa o san Cristoforo. In ogni caso, l’essere ha smesso di diffondere pestilenze e di mangiare i bambini. Tuttavia nella chiesa di San Bassano a Pizzighettone (Cremona) è appeso un suo presunto osso, a ricordo dell’enormità del drago e della sua sconfitta.

Infine “Monsters” rievoca lo spettacolo andato in scena a Canonica d’Adda (Bergamo) nell’autunno 2019: un gigantesco ologramma del drago Tarantasio si è levato dall’Adda e la gente – invece di fuggire in preda al terrore – applaudiva e filmava con i telefonini.

L’illustratore di “Monsters” ha inserito su Twitter l’aspetto che egli ha donato al drago Tarantasio. E’ qui sotto.

Ed ecco infine la copertina del libro al quale il drago padano deve una fama internazionale.

drago tarantasio nel libro "Monsters" dedicato alle creature leggendarie del mondo intero

L’immagine in alto sotto il titolo è invece di un illustratore inglese, Stuart Hill, che ha creato per il web un suo “Atlante dei mostri”.