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Test di un proiettile elettrico sul fiume Po

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La prima barca da corsa totalmente elettrica è stata testata e presentata a San Nazzaro, nell’area del Parco di Po gestita dall’Associazione motonautica. Il paesino rivierasco della Bassa Piacentina, quindi, in questi giorni è stato al centro di un progetto green di caratura mondiale. Il gruppo E1 Series che ha base italiana a Torino, infatti, ha scelto la frazione monticellese per mettere a punto il suo prototipo: si chiama Race Bird e rappresenta una vera e propria rivoluzione. Sia perché del tutto silenziosa sia perché non inquinante, dato che alimentata solo ed esclusivamente con energia elettrica.

Nata dalla visione della designer norvegese Sophi Horne, che l’ha creata insieme al genio della progettazione nautica Brunello Acampora e agli esperti di ingegneria navale di Victory Marine e Seabird tecnologies, è spinta da una batteria Kreisel da 150 kw e da un motore fuoribordo Mercury Racing. Il motoscafo che sfreccia sul Po è lungo sette metri e largo tre, pesa 800 chilogrammi ed è interamente realizzato in carbonio. Per il momento può raggiungere una velocità massima di 50 nodi (circa 93 chilometri orari) e ha una autonomia di 40 minuti. Si può ricaricare completamente in una manciata di minuti.

Dopo i test conclusi a pieni voti, il team E1 ha deciso di realizzare uno spot promozionale proprio sulle acque sannazzaresi: nelle ultime 24 ore il filmato sta rimbalzando in tutto il mondo grazie ai social. E mostra l’imbarcazione mentre percorre il tratto compreso fra foce Chiavenna e ponte sannazzarese, rappresentando dunque anche un biglietto da visita per il territorio. Ora che è stata svelata, l’imbarcazione sportiva è pronta per la primissima stagione del futuro Campionato mondiale riservato proprio ai bolidi elettrici: è programmato per la primavera del 2023 e prevede la partecipazione di 12 squadre. I piloti affronteranno la sfida, in location da definire in tutto il mondo, proprio a bordo delle innovative Race Bird. Si parla già di tappe, ad esempio, a Venezia, Monaco, Rotterdam, Jedda, Budapest. E a Monticelli? Si vedrà.

Articolo di Elisa Calamari pubblicato in data 13 aprile.

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