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Touring Club: manca la promozione turistica del grande fiume

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Quasi tutti identificano il Po soprattutto con lo spettacolare delta, le cinque diramazioni in cui si divide prima di sfociare nell’Adriatico, o con la Pianura Padana. E c’è anche chi lega la sua immagine a Don Camillo e Peppone, i due personaggi inventati da Giovanni Guareschi nelle sue storie su Brescello, paese sulle sponde del fiume. Ma solo un 3%, ad esempio, conosce le riserve Unesco ‘Man and Biosphere’, presenti lungo il corso. E sono pochi pure quelli che hanno fatto un giro sull’Alto Po, l’ampio tratto di fiume compreso tra le sorgenti sul Monviso e la confluenza con il Ticino vicino a Pavia. Il Centro Studi del Touring Club ha voluto dedicare una ricerca al grande fiume, tra la community residente nelle regioni che attraversa, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Presentata in uno degli eventi della Expoplaza Bit Digital Edition, la Borsa Internazionale del Turismo (9-14 maggio), l’analisi è stata una scelta non casuale: nel momento in cui si prediligono destinazioni di prossimità e poco consolidate, il grande fiume con i suoi 650 chilometri, ciclovie, paesaggi naturali, parchi, rappresenta un’offerta dai molteplici aspetti, e alcuni tutti da scoprire. Una potenziale risorsa turistica, su un territorio di 20 milioni di abitanti, dove si produce, ricorda il Touring, il 40% del Pil nazionale.

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