Home Acqua e Territorio Un milione di euro per contrastare l’abbassamento del suolo nel Delta

Un milione di euro per contrastare l’abbassamento del suolo nel Delta

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La giunta regionale del Veneto, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, ha autorizzato i consorzi di bonifica del Polesine a procedere con la redazione dei progetti esecutivi degli interventi urgenti sugli impianti idrovori per la difesa dal mare dei territori del Delta del Po interessati dal fenomeno della subsidenza e per la difesa dalle acque di bonifica del territorio della provincia di Rovigo, ai quali è stato assegnato un importo complessivo di un milione di euro. Il provvedimento è stato adottato dopo il parere favorevole della competente commissione consiliare.

Il fenomeno della subsidenza originato, a partire dagli anni ’50, dalla massiccia estrazione di metano dal sottosuolo, ha causato un abbassamento abnorme e non uniforme della quota dei terreni, che si è aggiunto al naturale bradisismo della Valle Padana e agli assestamenti locali indotti dal prosciugamento e dai processi di combustione della sostanze organica più superficiale dei terreni agrari.

Tali condizioni hanno richiesto, conseguentemente, specifici rimedi nella rete di bonifica, consistenti nella realizzazione di nuovi scoli e di forti correzioni della portata e aumento della prevalenza di sollevamento degli impianti idrovori.

Con questo provvedimento un importo di 394.400 euro è stato destinato al Consorzio di bonifica Delta del Po di Taglio di Po e di 605.600 euro al Consorzio di bonifica Adige Po di Rovigo per interventi che dovranno prevedere l’esecuzione di lavori e forniture elettromeccaniche, nonché opere civili solo per gli impianti idrovori preposti al sollevamento e allontanamento delle acque meteoriche.

In provincia di Rovigo, l’allontanamento delle acque meteoriche è affidato a una rete di canali di bonifica della lunghezza complessiva di oltre 2.000 km che recapitano le loro portate a 86 impianti idrovori che riversano mediamente oltre 700 milioni di metri cubi d’acqua nei tratti terminali dei fiumi che delimitano e attraversano il territorio provinciale.