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Un Po da paura! L’onda è passata ma l’emozione resta: testimonianza da Torino di Sara Magaton

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Che ci sia fondamento nel detto “Anno bisesto anno funesto”? Mah,.. a giudicare da quanto intensamente abbiano infierito nel 2016 varie calamità sul territorio nazionale, potrebbe anche essere!

Si tratti o no di superstizione sta di fatto che se la natura decide di creare scompiglio non vi è alcuna possibilità di scampo e seppure il progresso e la scienza ci dotino di mezzi altamente sofisticati e tecnologici di prevenzione, non saremo mai in grado di contrastarla appieno. Tanto per fare un esempio cito il catastrofico terremoto che ha colpito e martoriato il centro Italia nonché le alluvioni di questi ultimi giorni al nord e in Sicilia.

A tale proposito in Piemonte il maltempo ha imperversato alla grande, tanto che si è temuto di rivivere, a distanza di oltre un ventennio, la drammatica esperienza del ’94, anno in cui terribili esondazioni causarono morte e devastazione in varie zone della regione.

Anche stavolta come allora il Po, unitamente al Tanaro, è stato il principale protagonista di questa sgradita avventura.

L’angoscia e l’apprensione tra gli abitanti del capoluogo hanno scandito i giorni e le notti in cui le acque impetuose rischiavano di dare vita al finimondo superando gli argini. Strade e ponti chiusi al transito, mezzi e uomini allertati e pronti all’intervento nel caso in cui la piena del fiume si fosse rivelata troppo rischiosa.

Mentre già giungeva la voce che il Tanaro nel cuneese era straripato nel centro di Garessio, a Torino le acque sommergevano la parte bassa degli antichi Murazzi.

ll mattino del venerdì, poi, tra lo stupore e l’incredulità dei passanti e dei curiosi, i battelli gemelli, simbolo di Torino, Valentino II° e Valentina IIa in uso per la navigazione fluviale turistica venivano strappati dagli ormeggi e in balia della piena si dirigevano pericolosamente verso il Ponte della Gran Madre fino ad urtarlo con violenza. Le acque però, talmente alte ed impetuose non permettevano alle barche, larghe circa 5 metri e lunghe 20, di passare oltre, costringendole a beccheggiare tra le correnti.

Durante le manovre di recupero, nel tentativo di bloccarle lungo gli argini, Valentina IIa non ancora ormeggiata, colpita da una bordata improvvisa perdeva l’appoggio del suo gemello e capovolgendosi veniva nuovamente trascinata via dalle correnti, riuscendo questa volta a scivolare con la chiglia capovolta sotto le arcate, oltrepassando altri due ponti fino poi a scomparire del tutto, inabissandosi.

Avvistata  due giorni dopo nei pressi della barriera della Diga del Pascolo, in periferia di Torino, Valentina IIa verrà recuperata a breve e si spera che possa in futuro fare nuovamente coppia con Valentino II°.

Nel frattempo le piogge sono cessate e le acque negli alvei a poco a poco hanno ripreso il  normale corso scongiurando con il loro abbassamento ciò che avrebbe potuto essere un immane disastro.

Tra la foschia mattutina di novembre, in lontananza sulla riva opposta, si scorgono i familiari profili del Borgo Medioevale e del Castello del Valentino e il rumore lieve delle acque del Grande Fiume risuona ora come un rasserenante canto di rinascita.